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DISPARERI

IN MATERIA D'ARCHITETTURA , E PROSPETTIVA

DI MARTINO BASSI

ARCHITETTO MILANES*

Coli' Aggiunta degli Scritti del medefima

Sntomso ah* Ikssc»e Tempio j>ì S. Lqasw© uAQCt$a£

5>J Milano

A#/ luce con alcune fue Anmtazhnr

DA FRANCESCO BERNARDINO FERRARI

Ingegnere , ed Architetto Collegiate della fleto Città.

IN MILANO. MDCCLXXL AyPHii5v> Giuseppe Gausazzi R.sgio StAìWàTORE »

PO.V LICENZA DP SUTERIOXI,

A SUA ECCELLENZA

CARLO

CONTE , E SIGNORE DI FIRMIAN

DI CRONMETZ, MEGGEL, E LEOPOLDSCRON,

CAVALIERE DELL'INSIGNE ORDINE DEL TOSON D'ORO,

GENTILUOMO DI CAMERA ,

E CONSIGLIERE INTIMO ATTUALE DI STATO

DELLE LL. MM. IL RR. E A.

GENERALE SOVRAINTENDENTE

DELLE REGIE POSTE D'ITALIA,

LUOGOTENENTE,

E VICE-GOVERNATORE

DE' DUCATI DI MANTOVA, SABBIONETA,

E PRINCIPATO DI BOZOLO,

E MINISTRO PLENIPOTENZIARIO

DI S. M. I. R. A. PRESSO IL GOVERNO GENERALE

DELLA LOMBARDIA AUSTRIACA ec. ec. ec

ECCELLENZA

L defiderlo di rinnovare quella

fama ben dovuta a Martino Baflì Architetto

Milanefe , la quale fèmbrava , che andafle di

giorno in giorno fcemandofi , e rinnovarla in

modo, che perpetuamente fi convervafle, mi

de-

determinò a fare una nuova pubblicazione della fua bella Operetta intitolata Dtfparen ec.y di aggiugnere a quella altri fuoi ferirti con al- cune mie brevi annotazioni, e di premettervi la vita dello fletto . Ma ben conofeo , chea ciò ottenere la tenue opera mia non è lum- ciente, e che neceffario è di trovare una pro- iezione, la quale e al Baffi, e agli fcrittifuoi un lulìro apporti incomparabilmente maggiore; Pia poffente, e ragguardevole Protezione io non veggo di quella di V. E. , la quale e io- lira , come vero Mecenate di riguardare , ed accogliere con benignità fomma le faenze , e le belle arti , ed i ProfelTori di effe . Quella Protezione dunque umilmente io imploro dall E.V., applicandola nel tempo lìeffo che vo- glia degnarli di eftenderla anche fopra di me. E col più profondo offequio mi do 1 onore di proteflarmi

Di Voiìra Eccellenza

'--■--

Um'ìiifs» Divotifr't «* Obbììgattfs. Seruìdm Francefco Bernardino Ferrari».

PREF AZIONE.

L pregio , in cui fempre fu tenuta la picco? Opera di Martino Bajft Architetto milanefe intitolata : Difpareri in materia d'Architettura, e Perfpettiva ec , per il quale cotanto rara è divenuta , e ricercata , mi eccitò il dejiderio di rivolgere tutti que' fuoi manufcritti rima/li , e che appreffo di me ritrovanji per vedere mai in e/fi qualche altro Opufcolo

' vi fojfe degno da porjì alla luce , col quale potejfi , quanto per m? fojfe po/fibile , rendere più celebre il nome di un tale Architetto > anche a gloria della Patria mia , che lo produjfe . Trovai dunque

' un fuo parere fopra la Chiefa di S. Gaudenzio di Novara , che * fuoi tempi ft /lava fabbricando , una breve lettera di ringrazia- mento al Capitolo della Ven. Fabbrica del no/Ir o Duomo quando ftt eletto in fuo Architetto , e varj fritti contenenti un' altra que- ■filone da effo lui avuta intorno al famofo Tempio di S. Lorenzo Maggiore di quefa Città . La pubblicazione de' quali fritti , quan- tunque in pafte mancanti , /limai poter tornare ad onore dell' Au- tore , ed a genio del Pubblico . Imperocché quanto al Pubblico , oltre gli ammae/lramentt , che ciafcuno da ep può ricavarne , V accen. nato parere potrà fervire d' efempio nel giudicare fopra le altrui opere a chi ne fojfe rìchie/ìo ; e gli altri di S. Lorenzo ferviramio a. rendere manije/la un' ora ignota que/ìione , benché allora agitata con tanto impegno delle parti intorno ad un Tempio de' più rino- mati della ne/ira Città ; anzi a dimo/ìrare in parte con varie ra- gioni teoriche , e pratiche le bene intefe corrifpondenze , e bellezze di un tal Tempio ; oltre al fervire e/Jì per confegnenza di di/in- ganno a molti 3 i quali credano, che il difegno della Chiefa di S. Lo-

A renzo

2

remo non fi altrimenti opera del Baffi , ma di Pellegrino Pelle- grini . Ciò che non dubitarono anche forre alle /lampe i dite ef- pofttori della Città Milano Torri , e Lattuada , offerendo , che il Baffi abbia avuto filo la direzione alla partenza del 'Pellegrini , anzi di più r ardimento di accorciare , e mutare V invenzione , ed il difegno del Pellegrini Jlcffo : quantunque il Lattuada accenni queflo come a lode del Baffi ; laddove il Torri non teme a/ferirlo come a hìafimo (¥) : guanto. poi a tornare in onore, dell' Autore , oltre il dimoftrdrlo vero inventore di cosi celebre Tempio , cìafcuno potrà rimanerne perfuafi nel leggere qite/ìi accennati fritti ; poiché ivi troveranjt varj tratti , e finti menti di erudizione , e di fondo d' Ar- chitettura , / quali dimojhano , che il fuo Autore era eccellente teorico , come pratico .

Con tutto ciò però fimbravami ejfere per riufeìre V affunto mancante qualora alla pubblicazione di tali fritti non fojfe pre- me/fa una ri/lampa dell' accennata Operetta de' Difpareri , come quella , che al fuo Autore acqui/lo fama , e nome , e che per la fua rarità a pochi è nota . Anzi tanto più fimbravami necejfaria una tale ri/lampa , quanto che in quejla contenendojì àìfiorf quaft puramente teorici , laddove negli altri fritti fi contiene più pra- tica , fi veniva in tal modo a dimojìrare , che nel Baffi verifea-

vanfì

(*) Molti fono gli sbagl; , che s' incontrano in tali Autori , e nella roce popolare circa gli Architetti di tante Fabbriche di Milano . Così per efetn- pio fi vuole , che la Porta Romana fia difegno del Balli , il eh' è fallo , mentre fu edificata molto tempo dopo la mone fua. Così pure tante altre

. belle Fabbriche fi attribuirono al Pellegrini , dov' egli punto non vi ebbe mano \ come farebbe la gran Fabbrica del Seminario, la quale fu difegnata da Giufeppe Meda celebre Architetto, e Pittore Milanefe . E quella delle Regie Carceri dilegnata da Ettore Barca , dove il Baffi fu mediatore di qualche differenza . Onde in ciò farà cofa da prudente l' ulare cautela avanti preitar fede.

3

vanfi le qualità volute da Vìtruvìo in un vero Architetto , cioè et

dire le faenze pratiche , e teoriche infieme .

Egli è vero , che in. quefìi fcritti non vi fi troverà quello fcrivcre , e quello filile tifato dal BaJJì nella prima fua Opera . Ma non per quejlo voglio credere , che effer vi pojfa alcuno , il quale voglia diminuire il fua concetto all' Autore per avere così ferino > e dare rimprovera a me per averne fatta la pubblicazione . Imper- ciocché ciafeuna fa quale Jìa la diverfità della diligenza , che fi ufo. ne' fcritti allora quando fi hanno a fare pubblici , e quando, fi fanno allorachè neppur per ombra fi penfa di pubblicarli , e fi crede , che vi/li una volta per fempre abbiano a re/lare all' ofeuro . Co- munque però fa , egli è fempre vero , che in tali Opere la bellezza dello Jìile , e la pulitezza dello fcrivere è ornamento filo ; onde qualora vi fia buona fojìanza non dovrà l'Opera perdere nulla del fuo pregio . Vedendofi anche di più , che ove fi trattava di fcritti pubblici fapeva porvi anche il Baffi il fuo ornamento ~

In tal modo credetti di poter arrivare a rendere più celebre il nome un eccellente Architetta milanefe , ed infieme accre- feere qualche gloria alla Patria mia . Anzi per potere operare tutta ciò j che dal canta mio fafe pojfibile , filmai opportuno produrre tutte quelle notizie , che potei raccogliere intorno alla vita di lui ; le quali quantunque fieno di molte principali cofe mancanti : ciò non ofiante mi da a, credere , che riuf c'iranno gradite , come riefeono- gradite tutte le minime particolarità , che fi fcuoprono intorna a' uomini grandi . Il male fi è , che oltre il non ejfere fiati gli uo- mini in que' tempi tanta diligenti 'nel confervare i proprj manuferi- ti » hanno dovuta quelli del Baffi p affare tanti tempi calamitcfi , e cattive vicende ; altrimenti fono /ìcuro , che avrei avuto molte altre belle cofe 3 con che renderlo ancora più celebre »

A z. Fi-

4

Finalmente ho procurato di rifchiarare , ed ìllu/lrare alcw.j

paffi , ove il credetti opportuno con qualche annot anione fatta con quella brevità , e chiarezza , che fecondo la materia mi dettavano i miei limitati talenti . Certamente io non adoperai fottigliezze , ne calcoli ajìratti , come forfè alcuno di tanti moderni feguaci , ed amatori di ejjì , potrebbe defìderare ; ma ciò non fenza ragione . Imperocché prima non fembravami materia del tutto adattata ; e poi dev' effer vero , che chi prende ad ìllu/lrare qualche Opera al- trui , deve quanto può feguitare il metodo , e lo /li/e dell' autore •' a meno , che qualche caufa particolare non lo sforzi a fare altri- menti . Onde , e fendo gli fritti del Bajft privi tali cofe , ancora io /limai del dovere il tralafciarlc , riferbandomi filo V arbitrio di qualche calcolo de' più facili per dimo/ìrare , che quantunque ne* coli f affati non fi u fa/fero le fottigliezze , e i calcoli , che fi ado- perano a giorni no/ìri ; pure fi operava tanto bene , e forfè più d* quello , che ora fi faccia .

Se con que/lo mio lavoro Jìa a me rìufcito di apportare qual- tht cofa di buono , e qualche utile al Pubblico , ed agli fludiofi principalmente d' Architettura lo voglio fp erare quantunque molti forfè diranno di no . Mi convien però credere , che a tutti riufeirà gradevole /' avere fatta la pubblicazione de' fopr accennati fritti del Ba/ft intorno alla Fabbrica del celebre noflro Tempio di S. Loren- zo , e di avergli preme/fa la ri/lampa della tanto rara , e ricer- cata fua Operetta de' Difpareri , e l' avere così illu/lrata la me- moria quafi perduta un celebre Architetto della no/ira Città . Alla qual fiducia appoggiato non ebbi ro/fore di comparire la prima volta al Pubblico : ciocché forfè non farebbe avvenuto qualora f off e trattato uri Opera di tutto mio lavoro .

VITA

VITA DI MARTINO BASSI

ARCHITETTO MILANESE.

'Olendo io efporre la vita di Martino Baffi parmi convenevol cofa premettere , che alcun Leggitore non debba afpettadi di vedere cofa , la" quale in tutte le fue parti compiuta fìa . Il lungo fpa- zio di due fecoli tra le operazioni del Baìii , ed il prefente tempo , ed il difetto di Scrittori , che di lui par- lino devono neceiTariamente avere molte opere anche degne di memoria, e molte circoftanze di luogo, e di tempo in obblivione polio . Per tanto quelle fole notizie io ho potuto produrre, che fparfe qua, e ritrovai e nella picciol' Opera dall'Autor medefìmo pubblicata, e negli Scritti fuoi , alcuni de' quali or per la prima volta efeono alla luce. Quefìe per quanto mi fu poffibile proccurai di distinguere, e circofkm- ziare in modo , che non con Comma chiarezza , almeno fenza confusione dovettero innanzi al pubblico comparire.

Martino Baili dunque nacque in Seregno luogo del Du- cato di Milano non molto difeofto dalla Città l'anno 1542. incirca, e forti dalla natura tant' abilità, e vaghezza alla civile Architettura , che ad effa fin da' fuoi primi anni ri- volfe più che ad ogni altra feienza con iiìudiofa follecitudi- ne le forze tutte del raro fuo ingegno , ed a tant' altezza falì poi, che quantunque l'età fua lia fiata fecondiffima di grandi Architetti , nondimeno pochi egli ebbe a eguali , e forfè niuno fuperiore . Nello fludio ai effa gettò per fer- mo , e ftabile fondamento quefto principio : niuno potere , come in quafi tutte le altre feienze , ed arti, così nell'Ar- chitettura a qualche mediocre fama pervenire la Pratica, e la Teorica non ha in congiunte. La Teorica apprefe non folo da' più celebri Scrittori, che di già elidevano fino a' fuoi tempi; ma ancora da' fonti di molte altre feienze. La Pratica acquino per lo frequente converfare con altri Architetti, ed Artefici, e coli' attentamente offervare le opere

al-

6 altrui, e gli accidenti df effe: e ciò principalmente nel fa gran Fabbrica del noftro Duomo, nella quale egli rterto potè aflerire di eiTere rtato allevato. Con tale metodo regolando gli frudj fuoi potè fin dalla Tua prima gioventù avere in fidanza di fortenere gravi/fimi pefì importili , e dove il pub- blico decoro lo richiederle, pronunciare il fuo parere nelle opere de' più valenti Architetti de' fuoi tempi. Imperciocché aggregato nel 1567. al Catalogo degl'Ingegneri della nortra Città gli vennero tolto affidate grandi incumbenze nel già incominciato Tempio di S. Vittore , eh' è uno de' più con- fpicui della Città nortra , la quale porta ne' fagri edifìcj il vanto fovra la maggior parte delle altre d'Italia; e dopo qualche anno ebbe contefa con Pellegrino Pellegrini uomo, il quale per i grandi , ed eccelli monumenti d' Architettura lafciatici non farà mai abbaflanza dalla pofterità celebrato, e a lui oppofe per certi difegni fpettanti al Duomo, di cui querti n'era l'Architetto.

Voleva il fuddetto Pellegrini, che in un marmo, nel quale l'Architetto fuo anteceffore aveva fatto fcolpire la B. V. Annunciata dall'Angiolo colle regole ordinarie della profpettiva li aggiugnerte un altro piano con un altro punto di viffa , e cosi la rterta opera avertè due punti di veduta .. Che fi fabbricane il Battirterio in figura quadrata per tal modo, che le colonne porte fu piedeflalli fortenellèro in eia- fcun angolo l'ornato fuperiore, e I afe i afferò l'intercolunnio maggiore di fei groffezze . Poi difegnato avea il Coretto, offia Tempietto fotterraneo , eh' è circolare con loggie all' intorno varte , che la platea mezzo, era delle loggie iteffe più riftretta; ed in tal modo veniva divifa. con lefene il muro d'intorno, che. gì' intercolunni di effe non folo non facevano li metri a con quelli della circonferenza interiore, ma erano difuguali ancora tra di "loro, confandofene per fino di quattro forti. Finalmente voleva, che il Coro fupe- riore il faceffe in varj piani pendenti a guifa di palchi tea- trali interrotti da gradini. Ma il nortro Balli, tenendo per knno , e iucontraiiabile non elfere tutte quelle cofe confor- mi

7

mi ne a quella immutabile, e dolce armonia, e bellezza,

che all'Architettura efler deve indivifa compagna, a?li altri maraviglio!! parti dell'Autore di effe , (timo cofa con- veniente renderne avvifato il Capitolo della Ven. Fabbrica con una fua lettera latina , letta la quale in varj partiti divifero i pareri de' Deputati . Finalmente dopo diverfe de- liberazioni fu conchiufo, che la queftione dallo Preffo Badi, e dal Pellegrini fi dovette agitare alla prefenza di tutto il Capitolo, e di altri Periti nell'arte a tal' effetto chiamati. Giunto il giorno a ciò riabilito , e ratinato il Capitolo co' fopraccennati Periti il noftro Baffi le proprie ragioni efpo- fe : alle quali cercò poi di rifpondere il Pellegrini, il quale, quantunque non fcioglieffe le fatteli oppoiìzioni , pure forte- nuto da quella grande autorità, che già fi aveva acquiftata, traffe molti a ; ma il Capitolo fenza veruna decitione difciolfe . Per la qual cofa il Pellegrini non vedendoli im- ped to da verun decreto contrario proffeguì ciò, che dise- gnato aveva .

Tutta la queftione accefa tra quefti due gran lumi d'Ar- chitettura parea , che cosi fpenta affatto forte ; e in fatti fpenta era del tutto tra' fuoi Autori . Ma quante volte o a disinganno di gente poco intelligenti , o a difefa dell' onor proprio fiamo sforzati ad appigliarci a certi mezzi , a' quali non avevamo per avventura porto da prima alcun pen- derò .' Vedendo il Baffi d' avere operato quanto a tutto ciò , che (limava poter tornare in decoro -alla famofa Fab- brica del noftro Duomo , ed ertergli tolta ogni fperanza di rimedio pensò di non farne più oltre alcun cenno : folo per fuo privato contento volle fu di un tal' affare fentire il giu- dizio di alcuni de' migliori Architetti , che allora vive- vano . Efporto per tanto tutto lo (iato della queftione fpe- dillo al Palladio , al Vignola , al Vaflari , ed al Bertani , da' quali tutti ne ottenne una intera approvazione , ed una gran lode . Intanto il rumore di tal queftione fi era fparfo per la Città, e pattando la cofa da uno all' altro, e per la divertita de' partiti, e forfè per malizia di alcuni fucceffiva-

mente

s

mente variandoli , molte cofe fi raccontavano lontaniffime dalla verità. Stimò dunque efpediente il Baffi per giuftifìca- zione della caufa , e per difefa della propria eftimazione ef- porre al pubblico tutta la queftione ; e ciò fec' egli col dare alla luce la belliììima Operetta de' Dìfpareri , la quale al Ca- pitolo ftefio della Fabbrica dedicò. In tal maniera non folo rifarci quella fama , che innanzi di una tal queftione corre- va di lui; ma di gran lunga l'accrebbe ancora (a).

Quindi maraviglia non è ogni più nobile ceto di perfone cercafl'e di prevalerli dell' opera fua , e in molti edifici pubblici , e privati non folo nella Città noftra , ma in altre ancora fia fiato adoperato . In quella Città di cofe pubbliche operò molto il Baffi nella Chiefa della Rofa dov'è opera fua il Coro, e Presbiterio (b) , nella Chiefa di Santa Maria predò S. Celfo , ove oltre all' effere egli fiato diret- tole della Fabbrica fono di fuo difegno il ricco , e bello Altare della B. V. ed il vaghifilmo fuolo della Chiefa , e varj altri pezzi ; ebbe mano nella Chiefa della Paffione de* Canonici Regolari Lateranelì ; in quella di S. Stefano mag- giore, ed in quella di S. Agnefe, della quale può dirli Au- tore eftèndoft giufta il fuo difegno , e la fua direzione rino- vata , oltre molte altre confiderabili operazioni , delle quali accaderà parlare dilìintamente. Fuori della Patria operò molta nella Certofa di Pavia , e nel Collegio Ghislerio della rae- defima Città ; in Lodi pure , ove tra le altre fue opere è di fuo difegno la rimafia vecchia porzione del Vefcovado ,

ed '

(a) Il Malvalla nella fua opera intitolata Felfina Phtrìse nella vita cri Pel- legrino Tibaldi narra tutta quella queffione , ma eoa un afpetto così igno- miniofo al Balli, che ben fi feorge, che folo una (regolata paffione lo fa- ceva parlare. Per quefto èr che io non m'accingo a confutarne i luoi fen- timenti, e perchè chiunque in leggendoli vi conciterà le allerzioni arbitra- rie, e l'ignoranza della caufa.

(fi) Teffimonio di avere il Baffi operato nella Chiefa della B. V. del Rofa- rio, detta comunemente della Rofa fi è anche un' ifcrizione in marma bianco r la quale fi ritrova nella Sagreflia della ilella Chiefa , dove di lui fi fa. lodevole menzione

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ed il Moniftero di S. Vincenzo , del quale però una parte

fu atterrata nel dilatamento fatto non è gran tempo . Dalla Città di Novara fu pure egli adoperato , non volendo ella profeguire il difegno fatto dal Pellegrini della celebre fua Chiefa di S. Gaudenzio prima approvato da lui non fotte . Intorno a che trapattar non fi deve fotto filenzio eflèrlì il Baffi diportato in tal modo , che , interamente approvando tutto il buono , eh' era affai , e modeftamente rifiutando quel poco, che tale non credeva, diede apertamente a conofee- re , ch'egli non ferbava in cuore contro dell' Autore di quel magnifico Tempio ombr' alcuna d'invidia, o di nemiftà .

Ma febbene fìa manifefto averci il Baffi lafciati molti monumenti di civile Architettura , pure molto più ce avrebbe lafciati in quefta foltanto fi foffe adoperata l'ope- ra fua . Egli però per faiire a quel grado di eccellenza , che prefìtto fi era non fi accontentò di apprendere quel folo , che alla civile Architettura proffimamente ci conduce; ma la fua mente fopra diverfi fìudj eftefe. E in quella guifa, che le api feendendo fopra diverfi generi di rugiadofi fiori raccolgono il compofto del loro dolce liquore , così egli da diverfi principi ancora quelle bellezze raccoglier volle , e quelle grazie , onde l'Architettura genera ne' riguardanti tanta fatisfazione congiunta con un' occulta maraviglia , eh' eglino non fanno fenza fatica rivolgerne altrove gli occhi. Quindi 1' animo fuo a varj ftudj avendo rivolto , fu ancora in diverfi affari adoperato , ed in quelli maffimamente , che rifguardano l'Architettura militare, e la feienza delle acque. Imperciocché eflèndo egli fiata in circa all'anno 1572. eletto Ingegnere della Regia Ducal Camera , da quefta gli furono incaricate varie incumbenze dipendenti da talifcienze. Eflendo dunque l'anno 1585. fopravvenuta una veementiffima piena nel fiume Telino feceli una vaftiffima rotta nella chiufa , offia fperone, che rivolge l'acqua del fiume nel Naviglio Grande; per la quale rimafe quefto privo delle fue acque , defrau- dando anche ad immenfa quantità di terreni quell'inaffia- mento j che li rende fecondi . Fu perciò fpedito il Baffi fui

£ luo-

IO

luogo della rovina infieme a Giufeppe Meda altro celebre Architetto milanefe, ed Ingegnere della Meda Regia Ducal Camera, dal quale nelle mafliine non mai era difunito: e condii tandò intorno alle provvidenze necedarie didefero il loro progetto, che confideva nel ridorare la rotta chiuda, e fortificare le rive del fiume con ripari di palafitte, falci- le , e fcarpe di fadi . Fu quedo merlò immantinente ad efecuzione con felice evento, predandovi l'adidenza fui luogo il folo Badi , che ad ambidue gli Autori fu incaricata tantodo un' altra non meno fcabrofa, ed utile operazione da loro medefìmi propofta , cioè di armare lo fperone, e la punta di varj pennelli di groflì farli, -e di quadroni di pie- tra , e fare nello Aedo tempo con fimili materiali una forte traverfa nella cosi detta Bocca di Pavia, che fervide ad effa come di foglia , e al fiume come di regola , perchè con dan- no del Naviglio non potede fcavare in quella parte il fon- do . La quale traverfa , pochi anni fono fcopertaii edèndo per la grande fcarfezza d'acque nel fiume, io fredò rico- nobbi ancora di forte confidenza. Per le quali operazioni edendolì aumentata l' acqua nel Naviglio , colicchè preffo la Gfctà , dedottene le folite eftrazioni , una conlìderabile quantità ne avanzava badante per un nuovo Naviglio , per dare anche a queda un utile efito formò egli , giuda l'ordi- ne datogliene, infieme allo dedò Meda, ed a Bernardino Lonati altro Ingegnere un progetto di navigazione propo- nendo, che al termine del Naviglio Grande un altro canal navigabile cominciade , il quale profeguiffe per lo cavo det- to del Refiduo verfo la Terra di Opera, indi sboccade nel Lambro Meridionale, poi nel Condotto Bolognini a S. An- giolo , e finalmente parlando pel Lambro Vivo , odia Setten- trionale fi unide col Fiume Pò. Anche nella Città d'Aledan- dria fece il Badi varie operazioni ; ma la principale fu quan- do riparò il fuo fobborgo dalle fiere rovine del Tanaro. Per le quali operazioni tutte , e per molt' altre , che per amore della brevità lafcio di riferire, egli ben chiaramente tìirnodrò avere faputo ritrarre tanto frutto da quelle fcarfe,

ed

II

ed imperfètte cognizioni , che a que' tempi in materia d'acque eran note, quanto con lungo ftudio ritrarre ne faprebbe da molti a' noflri tempi , in cui la fcienza delle acque per opera, e diligenza dell'immortale Galilei, del Cartelli, del Gugliclmini , del Grandi, e di tanti altri Scrittori celebri ad una fublime chiarezza , e perfezione è pervenuta .

Ma non folo fu il Baffi oltre all'Architettura verfato nella fcienza delle acque , ma in altre ancora. Fu egli molto intelligente di pittura ; e fono di parere , che non andrebbe lontano dal vero, chi voleffe aflèrire, lui efferfì in tal arte efercitato, come fi efercitavano tanti altri cele- bri Architetti di quel tempo ; fi dilettava anche de' Poeti , e degli Oratori, e ne guftava quelle intrinfeche avvertenze,, le quali più, che in qualunque altro negli antichi s'incon- trano . Era altresì verfatiffimo nella Filofofìa , coltivandola come maeflra , e guida d' ogni fua operazione :. per lo che fece uno fludio particolare fopra le opere d' Ariflotele .

Ma ritornando alla civile Architettura: non erano an- cora le accennate opere del Telino ridotte alla perfezione , che partito il Pellegrini dalla noflra Città per lfpagna , ove al grande Efcuriale fu applicato , lafciò di Architetto la Fabbrica del nofìro Duomo fprovifta . Egli è noto , che di quefto non avvi in genere di Architettura chiamata comu- nemente Gotica più bello, ne più ricco edilizio. A que- fto gran Tempio fu dato principio nell'anno 1387. dal Duca Gian. Galeazzo Vifconti . Sterminata è la fua mole , e for- prendente, tutta dentro, e fuori di bianco marmo contefta, e vagamente d'un grandiflìmo numero di flatue , e d'altri innumerabili richi fregi ornata; e come che ogni anno gran- de fomma d' oro vi fi confumi , e da che fi principiò vi ab- bian continuamente fudato intorno gran quantità d'artefici., ed operaj : nondimeno anche a' noftri fiamo dal fuo com- pimento affai lontani . Ad opera per tanto si grande furono fempre i migliori Architetti della Città trafcelti ; onde aL partirli del Pellegrini molti furono i ProfefTori , i quali con- corfero per effere ad una tal carica affunti . Ma il Capitolo

B a della

12

della Ven. Fabbrica ebbe Tempre, a preferenza di chiunque altro in vifta il Baffi (il quale però da molti altri onorevoli incarichi diftratto niuna iftanza ne faceva), e dimando non effervi^chi con maggiore decoro di lui poteffe il luogo di un tale anteceffore occupare , lui per fuo Architetto eleffe . Cosi, effendogli affidata in quell'età di eccellenti Architetti feconda la fopr' intendenza ad un grande edificio, venne ad avere ancora un certiffimo argomento , che il Capitolo non aveva da prima fecondato i fuoi pareri nelle fuccennate queftioni col Pellegrini non fia ciò proceduto da poca ftima del fuo fapere ; ma folo per non recare difgufto al Pelle- grini , i di cui meriti erano moltiffimi .

Nel medefimo tempo fugli ancora affidata la direzione delle già incominciate maeftofe Fabbriche della Chiefa della B. V. di R.Ò, ove anche è di fuo difegno l'Aitar maggiore, e di quella di S. Fedele de' PP. della Compagnia di Gesù, ed è cofa verofimile, che a ciò fiafi venuto per configlio , o almeno non fenza confentimento del Pellegrini fteffo inven- tore di quelle opere . Quello poi , che in S. Fedele fu efe- guito colla direzione del Baffi fi è la parte comprefa dal Presbiterio o Tribuna , e Coro della Chiefa medefima . Della Cafa Profeffa poi , che di eccellente invenzione da tutti gì' intelligenti viene riputata non faprei con certezza determi- nare s'egli fia fiato folo direttore, ed autore ancora. Que- fto folo afferirò, che tra i molti difegni fuoi alcuno di quella ne ritrovai con annotazioni di fua mano.

Ma avvegnaché per le opere fin qui dal Baffi con forn- irlo fapere, e felicità efeguite , e per quell'alta ftima, onde nel concetto degli uomini intendenti dell'arte era falito, e per quegli orrevoli incarichi , i quali decorofamente fofìene- va certa cofa pareffe , che niuno ofafie di alzare apertamen- te contro di lui la fronte , nondimeno fu egli dopo tutto ciò coftretto a foftnre dagli emuli fuoi duri, ed acerbi con- trarli, e foffrirlj nel parto fuo più pregevole, cioè in quello, che viva ferbogli per due fecoli ornai la fama fua, e che intino a tanto che gli uomini dall'idea di vera bellezza pren-

. J de-

*3

deranno diletto, terrà il nome fuo dalle folte tenebre deli'

obblivione lontano .

Rovinò dal tempo diftrutto l'antico Tempio di S. Lo- renzo Maggiore della noftra Città, e trovatori, che i fonda- menti fuoi atti erano a foftenere qualunque iìaiì mole , trat- tottì, iftando fervorofamente all'opera S. Carlo allora Arci- vefcovo noftro di gloriofa rimembranza , di ergere un altro Tempio fu que' fondamenti medesimi , ma con maggiore fplen- didezza , e venuftà . Si diede pertanto di ciò la cura a Gio- vanni Cucco milanefe Architetto ; ma forfè perchè le fue forze foffero ad una tant' opera difuguali in luogo fuo fofti- tuifTi il Baffi, il quale perciò due difegni al Capitolo della Fabbrica efpofe . Uno di etti confifteva nel formare i femi- circoli in tre campi foli co' fuoi archi, e colle fue lefcne , a fare la cupola in ottagono imperfetto limile alla pianta, e a collocare un vefiibolo di colonnati avanti la porta. L'al- tro è quello, eh' efeguito fi vede, toltane però la cornice fopra i pilaflroni, e le fineftre della Cupola, che in feguito furono aggiunte . La fabbrica incominciotti tofto , e in pic- col giro d'anni pervenne fino al gran cornicione lotto la cupola . Allora fu quando gli emuli fuoi cominciarono a muo- vere contratti, e fuffurrare contro di lui, e follevare per la Città varj rumori . Qual diceva enere nel difegno da lui fatto molte cofe contro la venuftà, quale molta incomodità vi rilevava , e quale di più vi temeva un' ampia rovina la cupola da lui ideata fopraimpofta R foffe . Uno di quefti fu un certo Tolomeo Architetto, al quale riufeì anche di fubornare Guido Magenta , offia Mazenta , che Prefetto era della Fabbrica fletta , e tanto fece contro le vie del Baffi im- preffione, che finalmente ad ogni lavoro chiufe la ftrada, e per tal modo la chiufe , che poffibile non fu riaprirla non dopo due anni interi; e ciò fu nell'anno 1589. Martino Baffi da principio con piani , e dolci modi proccurò di mu- nirli contro la tempefta, che dagli emuli fuoi vedeva contro di eccitarli, giuftifìcò apprettò il Capitolo della Fabbrica la fua condotta, e varie ragioni in fua difefa produffe. Fu- rono

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rono perciò fcefti tre Architetti , i quali attentamente ete- rni naflèro , e fecondo quello, che la propria perizia loro fug- geriva defièro il voto . Due di quelli cioè Ambrogio Alzia- ti , e Vincenzo Seregni (a) approvarono le operazioni del Baffi; il terzo, che mi è ignoto, difcordò. Ma il Capitolo nulla perciò volle a favore del fuo Architetto innovare. Per la qual cofa temendo il Baffi , non veniffe in tal modo a porli a cimento la Mima già per V addietro acquetata fentì grande dolor d'animo; anzi vedendo, che il Capitolo molte cofe intorno alla fabbrica agitava, e decretava fenza ch'egli ne aveffe alcun avvilo , o. folle del fuo parere interrogato , difgufloffi per modo, che pensò, di volere alla metà del fua corfo dimettere una tale imprefa ..

Avvenne in quello mezzo , che alcuni riferirono al Balli avere il Mazenta nell1 Arcivefcovado fpacciato di volere piut- tofto a proprie fpefe terminare tutta la fabbrica , che la- fciarla fecondo il già fatto difegno profeguire . Pensò per- tanto il Baffi ellère quello un mezzo air intenzione fua affai opportuno ; onde tolìo fpedi una lettera al Mazenta , nella: quale della rifoluzione da lui fatta il loda , V afficura , che non, porrà impedimento alcuno, e che anzi farà, che felice- mente al fuo. intendimento- pervenga. Poi al tempo Hello un. memoriale preferita al Capitolo della Fabbrica, ed un' altro* all' Arcivefcovo Gafpare Vifconti ( era già paffuto al pofle- dimento della celelle gloria I'anteceflor fuo S. Carlo),, ov' egli efpolla la propoiizione del Mazenta li prega , che per verun conto non gli. vogliali contraddire, che anzi lo aiuti- no, e lo folle ngano , e confeguentemente concedano a lui di ritirarli dalla direzione della Fabbrica.

Vero iìa, o no, che il Mazenta fiali nei!' Arcivefcova- do lafciaro cader di bocca la fòpraccennata propoiizione » certo è, ch'egli refcrivendo ai Balli negollo, e temendo per avventura di averlo troppo forte avverfirio , proccuiò an- cora di fcufare appo, lui le fidlò , e di dilloglicrlo dalla IL-

cen>

((?); Vedi, anrr.. 13. alL' Opera, de Dì/pascti *.

cenza, che bramava. Alle quali efprefTioni poco, o nulla di fede predando il Baffi un'altra lettera gli replicò, ove con riferititi motti, e frizzanti gli rifpofe ; della qual lettera una fomigliante rifporta riportò egli dal Mazenta. Ma come al teflè nominato Arcivescovo , ed al Capitolo della Fabbrica nuovo, ed inalpettato comparve il memoriale del Baffi, così non (limando elfi convenevole in affare di tanta importanza privarli di un valente Architetto , penfarono torto al di- fimpegno di richiedergli in ifcritto le fue ragioni . Non ri- fiutò -egli di ubbidire a tai comandi , e prefentò al Capitolo un fuo difeorfo contenente varie fue ragioni , ed una breve rifoluzione de' fufeitati dubbj . E ciò fu fui principio dell' anno 1590. Ma già -dopo quert' ultimo difeorfo eran parlati otto meli , -ad alcuno ftabilimento s' era pur anche ve- nuto. Quando il noftro Baffi per ifradicare dal cuore del Capitolo ogni timore , che la nuova fabbrica potertè foggia- cere a rovina, giacché non gli fi permetteva la richieda li- cenza, uno fcritto prefìttogli, in cui fi offeriva a fofrenere co' primi Architetti tutte quelle proporzioni teoriche, e pra- tiche, le quali poteffero afficurare gli animi dubbioli della fermezza: prometteva di trovare perfone idonee alla efecu- zione della gran cupola, le quali ad arbitrio del Capitolo avrebbero data ficurtà del proprio operare : prometteva in oltre con ficurtà di uno de' principali Cavalieri della Città noftra di dare compita la fabbrica in due o tre anni . Sopra tali offèrte radunatoti più volte il Capitolo , e participato il tutto all'Arcivefcovo , finalmente a perfualione dello rteffo Arcivefcovo a' 22. di Marzo dell'anno furtèguente fi venne ad una decifiva deliberazione , la quale al Baffi fu fomma- rnente onorevole. In erta dichiararti il Capitolo pienamente foddisfatto di tutto il fabbricato fino a quel tempo, lodava la perizia, ed il giudizio dell'Architetto, e (ebbene per le ragioni da lui adotte , e promeffe fatte fi poteffe fenza ti-t more profeguire in tutto fecondo il fuo difegno, nondimeno per levare ogni fcrupolo dalle menti altrui , davafi a lui medeiimo l'incarico di efaminare di nuovo il tutto, e di

aggiu-

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aggiugnere, e di levare ciò, che avrebbe trovato efpediente, Avuto il Baffi un tale decreto fu molto lieto, e con- tento ; e ponendo torto a rigorofa difamina ciò , che dife- gnato avea , e da altri valenti Architetti conlìglio prendendo riferì il proprio fentimento . Il quale approvato , non più. gli avverfarj fuoi ardirono di muovere cos' alcuna contro di lui ; ed egli , premerle le dovute difpofiziom , a profeguir la fabbrica appreftoffi . Ma oh grande inffabilità delle umane vicende.' Mentr' egli ufcito da acerba tempefia giunto pa- reva in un porto ficuro , intorno , a cui tacer doveffe ogni onda avverfa , eccotelo Tanno fteflò 1591. percofTo da mor- tai morbo corretto a rendere l'anima fua a quel Creatore d'ond' era ufcita . Il perchè ebbe ben egli il contento di ve- dere intraprefa la grandiofa cupola da lui ideata; non però di vederla a tal termine ridotta , che dubitar ne potefle non v' avefie per irrigazione degli emuli fuoi a variare . Sebbene la fortuna , che in ciò , mentr' egli viffe , diedegli grandif- fima noja fu poi al cener fuo propizia ; imperocché a ter- minar la Fabbrica fu fcelto un Architetto , il quale tutto il principale volle , che giufta il difegno già fatto a compi- mento fi recaffe (a) . Non così però avvenne di un altro di- fegno, eh' egli fece , cioè della Univeriità , e Collegio di Brera , il quale avvegnacchè fecondo alcuni fi a meglio inte- fo di quello, che fu poi fatto, ed in gran parte efeguito dal celebre Architetto Francefco Maria RJchini noftro citta- dino con molto fuo onore, e molta fatisfazione del pubbli- co, nondimeno aver non potè il vanto di ottenere in alcu- na fua parte il fuo effetto . Fu Martino Baifi di ftatura pic- colo , fnello di corpo , e di naturai focofo . DI-

(j) Da ciò, che fi vede efeguito a quello, che trovati net difegno vi è di diverfo il Colo citeriore della cupola , «/Tendo ora il tamburo formato con lefene, e controlefene d'ordine .Tonico unite al muro, e quello all'importa della gran cupola riefee più regolare, e più grolle». Ma una tale mutazio- ne io fono di parere , che farà (tata {labilità dal Balli , poiché fecondo la fua prima idea non effendovi fineltre nella volta , quantunque più fottile al fuo piede farebbe riufeita baftant?mente iìcura, non cosi poi coli' aprimento delle finertre , per le quali accertarla era maggior grortezza , e regolarità nella volta al fuo piede.

DISPARERI '7

Tra Martino Bajp , e Pellegrino Pellegrini [opra alcune opere

nel Duomo di Milano , coi pareri di eccellenti ,

e famoji Architetti che li rijolvono .

DEDICATORIA DI MARTINO BASSI.

.Agi' Illuftri , e Molto Magnifici Signori , i Signori Deputati della Fabbrica del Duomo di Milano .

^^ E' pattati meli , moffò da quel zelo , che in me farà ^ l'empie ardentiffimo di vedere , che le opere di quefta gran Mole del noflro Duomo procedano con quell' "ordine, "e con quella felicità, che ogni CrifUano dee deride- 'rare : e maggiormente io , che fono Milanefe , e tra effe opere infin dagli anni miei teneri allevato , e crefciuto , mi parve di dimoftrare a' Signori Deputati di quel tempo , come al- cune cofe innovate fopra opere già fatte , ed alcune , che di nuovo s'incominciavano erano poco corrifpondenti alla fìrut- tura , ed all' edificio di grande , e famofo Tempio , e Città . E quantunque alla prefenza del Capitolo la cofa non reiìaffè al tutto ben chiara , e definita : pure , come fuol fare chi le fue azioni incammina a diritto fine con buona intenzione , e con fondamenti reali , che , febbene poi vede feguirne effètto contrario, fi confola nondimeno colla fua co- fcienza , così andava io perfuadendo me ftefTo confapevole della buona intenzion mia . Quando per lettere , e per avvili di qualche mio Amico , e Signore io fentii , che quello ,. eh' era feguito li narrava differente affai; laonde, giovane effendo ancora, e coli' affaticarmi di continuo negli ftudj dell'arte, e profelfion mia, non potei lafciar di penfare al modo, come io facilmente poteffi far capace ogn' uno di quel tanto, ch'era feguito . Così mi diedi a raccontare in ifcritto la cofa coni' ella veramente pafsò, e le ragioni da me prodotte, il tutto dimoftrando non folamente col detto mio ; ma colle autorità

C degli

i8 degli Scrittori, e co! giudizio degli Architetti, e Peifpettivì ftimati de' più eccellenti, e famoli di quefla età; delle quali fcienZe è materia , e fuggetto proprio il fuggetto , e la ma- teria di queflo Libretto , nel quale chiunque , a cui piacerà di leggerlo , troverà la vera narrazione delle cofe da me efpofte fepra l'opera innovata nel pezzo di marmo, che va collocato fu la porta fettentrionale del noftro Duomo {Ann. i.), e nell' edificio del nuovo Battiflerio , e nel nuovo Tempio fotterraneo detto lo Scurolo, e nel Coro , ed altrove ; vi tro- verà le ragioni , che io adduffi per dimoflrazione delle mie opinioni ; vi troverà la fentenza , che d' alcuni fu data , le decifìoni degli Autori , e degli uomini , come ho detto , fil- mati tra' più famofi di quello fecolo , a' quali , e per l'età e poca efperiénza mia , e per la fama , e grandezza delle opere loro, dopo I'eilere flato da un di loro richiedo, ebbi ricorfo ; e finalmente vi troverà tutte le opinioni , e ragioni loro corrifpondenti alle opinioni , e ragioni mie co' difegni delle opere, e de' luoghi tutti , de' quali io intendo di ra- gionare . E d'Architettura, e di Perfpettiva parlando, e di cofe al Duomo , ed alla Patria noflra appartenenti , a chi doveva io dedicare quefla poca Scrittura , non a que' Si- gnori , a' quali la cura dell' Architettura , e Perfpettiva di effo Duomo principalmente appartiene , e fono della Patria ove io fon nato meritamente principali ? Oltre che per la cura , e per l'ufficio , che hanno debbono efiere più vicini a poter conofcere (i nuovi modi d'operare, de' quali io par- lo, non credendogli a me, ma alle ragioni, ed alle autorità. di cotanti , e fi eccellenti uomini di fopra detti , e che fi> diranno. Alle SS. VV. adunque, e per le ragioni dette, e per la grandiffima fìima, che io fo della buona opinione, e grazia loro principalmente indirizzo io quefto delle fopra- dette cofe breve compendio , applicandole , che fi degnino di leggerlo per aver luce di ciò , per conofcere qual fia V animo d' un fervidore affezionato , e lor devoto , che quanto può onora, ed innalza l'ordine maravigliofo di que- llo degniflìmo Capitolo della Fabbrica, e va predicando come

fotto

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fotto il prudentiflìmo , ed accuratiflimo governo delle S. V. vive , e fi foftenta , e moltiplica grande fchiera di artefici virtuofi , i quali quivi come in ifcuola ordinatiflìma col tem- po fono divenuti eccellenti , e famofi a beneficio , ed orna- mento non pure della Città noftra, ma d'Italia, e del Mon- do ; onde farebbe certo di grandiflìma importanza , da qui innanzi s' interrompefle il corfo di fi onorata , lodevole , e neceflaria utilità . Alle S. V. baciò le mani raccomandan- domi nella lor buona grazia .

Di Milano il xx. Marzo MDLXXI.

Del Magnifico Sìg. 'Alfonfo N.

A Ms. Martino Baffi .

MI è pervenuto agli orecchi per avvifo di un amico , il quale credeva , eh' io lo fapeffi minutamente , di non fo che virtuofi ragionamenti avuti da voi fopra l'opere d'Ar- chitettura , e di'Perfpettiva , che fi fanno nel Duomo di Milano col confenfo di M. Pellegrino Pellegrini nuovo Ar- chitetto di effo Duomo , e d'una orazione , che fopra ciò facefte , ed apprefentafle al Capitolo della Fabbrica ; delle quali cofe io mi credeva , per effere flato fempre amico vo- fìro , ed aver , dove mi fi è porta V occafione , fatto fegno di amare la voftra virtù , dover avere particolar avvifo da voi , e fono fiato buona pezza con quefta credenza . Ora eh' io veggo , eh' è vana mi doglio , e mi maraviglio infie- me come iia pofiibile , che fiate fiato col tacermi quefio fatto così mal amorevole verfo di